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Tecnologia

Cenni storici

Il presupposto fondamentale che aprì la strada allo sviluppo della tecnologia lenticolare fu l’idea di adottare, come mezzo selettore di immagini, la proprietà delle trame lineari (alternanza di linee opache e trasparenti parallele tra loro, poste a distanza costante una dall’altra) che vennero annunciate per la prima volta il 20 Maggio 1896 dal francese Berthier nella rivista Cosmos.

Nacque così la cinegrafia cioè il procedimento grafico atto a fornire stampati piani sui quali, in funzione dell’angolo di visuale assunto dall’osservatore, appaiono immagini diverse.

Questo tipo di stampato consente principalmente due effetti distinti:

  • L’animazione, quando riproduce più immagini dello stesso soggetto in posizioni diverse, come ad esempio lo sviluppo cronologico del movimento;
  • La commutazione (flip) quando presenta sotto angoli visuali diversi (parallassi) due o più immagini eterogenee.

Le innovazioni tecnologiche nel campo della elaborazione di immagini digitali mediante computers, la possibilità di stampare con macchine per stampa offset a foglio su supporti plastici e soprattutto la sostituzione della trama lineare con il supporto lenticolare, hanno consentito la produzione a livello industriale e la diffusione dei prodotti lenticolari così come li conosciamo oggi.

Principi di base

L’immagine lenticolare viene realizzata grazie all’interazione di due componenti:

  • L’impianto stampa
  • Il foglio lenticolare

Le differenti immagini che devono essere proposte all’osservatore devono essere opportunamente “combinate” e “montate” in una singola immagine compressa che consiste in un insieme di bande di stampa separate di dimensioni molto contenute (circa 32 cm.).

Se l’immagine “composta” stampata viene osservata dal lato piano del foglio lenticolare oppure stampata su carta risulta essere completamente confusa in quanto presenta una sovrapposizione di immagini differenti.

Quando invece la stessa immagine viene osservata attraverso il supporto lenticolare si producono effetti visivi di movimento come il flip, l’animazione, lo zoom, il morphing e la sensazione di profondità 3D.

La geometria delle lenti del foglio lenticolare influenza le caratteristiche ottiche dell’immagine riprodotta.

Il presente documento tratterà esclusivamente la riproduzione di immagini lenticolari mediante sistemi di stampa offset direttamente sul supporto lenticolare stesso.

L'impianto per la stampa lenticolare

Il taglio immagini

Le differenti immagini da stampare devono essere opportunamente “tagliate o affettate”, accostate tra loro e “montate” come un’unica immagine di stampa sulle differenti pellicole di quadricromia.
Le immagini devono essere sovrapposte ma slittate parallelamente all’asse della lente del foglio, in misura tale che sotto ogni lente possano essere disposte tante bande di stampa uguali quante sono le immagini in movimento o i gradi di profondità.

In figura è riportata una riproduzione di 7 differenti immagini.

La dimensione della lente è stata ripartita in 7 bande di larghezza pari ad 1/7 della lente stessa.
La banda relativa ad una immagine (ad esempio l’immagine 1) deve essere posizionata sempre nella stessa posizione di riferimento rispetto all’inizio della lente affinchè l’osservatore possa vedere correttamente l’insieme delle “fette” che compongono la stessa immagine.

Materiale

Il supporto per la stampa lenticolare consiste in un foglio di materiale plastico in PETG-Starlight, caratterizzato da una superficie liscia ed una superficie goffrata dove sono presenti le lenti.

Il foglio è trasparente perché deve essere stampato sul lato liscio opposto a quello di osservazione con le lenti.

Il foglio è ottenuto mediante il processo di estrusione della materia prima in forma di granulo, la goffratura del film in linea ad opera del cilindro lenticolare di calandratura, il taglio laterale parallelo alla direzione delle lenti e il successivo rifilo.

LPI

Il foglio lenticolare è generalmente contraddistinto oltre che dalla sua dimensione anche dal passo della sua lineatura la cui misura si esprime in LPI (lines per inch ovvero linee per pollice)

Teoricamente lo spessore del supporto lenticolare può variare da pochi micron (circa 300 per passi da 150 lenti per pollice) ad alcuni millimetri (passi di circa 4-8 lpi).

Lo spessore è strettamente legato alla caratteristica geometrica della lente (forma e fuoco) che determina la possibilità di presentare effetti differenti visibili a distanze di osservazione diverse.

Spessori

La maggior parte delle macchine da stampa offset a foglio accettano supporti di spessore massimo che oscilla tra 0,8 e 0,9 mm; in qualche caso si può arrivare fino a 1,2 mm.
Ciò significa che è possibile stampare in offset i fogli lenticolari con passi compresi tra 150 e 60 linee per pollice (destinati a prodotti stampati di dimensioni contenute come ad esempio card, fino a formati A4 e A3, da osservare a distanze comprese tra i 30 cm e i 3 metri).



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